Accogliente e romantica: l’eleganza silenziosa di Budapest

“La cosa più bella di Pest è la vista su Buda”. Voglio cominciare così questo mio articolo.

Separate eppure unite. Non potrebbero esistere l’una senza l’altra. Le due esatte metà di una stessa mela. Si affiancano e si accompagnano. Sempre. Divise e unite dal Danubio, quel fiume che rende tutta la città ancora più affascinante e romantica.

Siamo arrivati a Budapest un freddo pomeriggio di metà Novembre. All’uscita dall’aeroporto abbiamo preso un taxi ed abbiamo raggiunto l’Hotel. Prenotato tramite booking, non avrei potuto trovare di meglio. Non costava pochissimo ma ne valeva davvero la pena… Hotel President. Ecco a seguire il link: https://www.booking.com/hotel/hu/president.it.html?aid=304142

L’hotel aveva una terrazza panoramica dove era presente, oltre ad un bar per fare aperitivo, anche una pista di pattinaggio. Quasi incredibile: potevi pattinare con la vista sulla città. Ecco quale era la vista dalla terrazza dell’hotel: sulla destra la basilica di Santo Stefano e in lontananza il Castello di Buda. Vi dico solo che sul volo Easyjet c’era una rivista dove in prima pagina c’era una giornalista che rilasciava un’intervista sulla città e questo era lo sfondo….

Non potevano mancare anche un centro benessere ed una palestra…

Dopo esserci sistemati e riposati in hotel, siamo usciti per cena. Pochi passi ed eravamo in quello che si prospettava essere il miglior posto per mangiare Gulash in tutta Budapest. Ecco il nome e il link: https://hungarikumbisztro.hu/. Non so esattamente come si mangi il Gulash negli altri ristoranti di Budapest, ma qui era davvero eccezionale!

La mattina seguente, dopo un’ottima colazione, ci siamo diretti verso il Parlamento, a circa 5 minuti di cammino dall’hotel. Si entra solo con visite guidate che accompagnano un gruppo limitato di persone. Ogni mezzora parte un tour in lingua inglese, mentre in modo più scaglionato ci sono tour anche con guide parlanti le altre lingue. Quando siamo arrivati mancavano proprio gli ultimi due posti al tour con la guida di lingua italiana che sarebbe partito da lì a 10 minuti. Ne abbiamo approfittato. Valeva veramente la pena.

Siccome splendeva un bellissimo sole abbiamo deciso di proseguire con una passeggiata lungo il Danubio, che ci ha permesso di non perdere “la passeggiata delle scarpe”, un’opera che rievoce un episodio della Seconda Guerra Mondiale, quando ad un gruppo di ebrei venne chiesto di togliersi le scarpe prima di essere fucilati e buttati nel fiume.

Per passare da un lato all’altra del fiume, da Pest a Buda, siamo passati sul Ponte delle Catene, altro elemento simbolo della città.

Da qui abbiamo proseguito il cammino verso la Collina del Castello. Siamo saliti e scesi a piedi per poter ammirare la bellezza del panorama, ma non preoccupatevi, è possibile prendere un taxi o andarci in autobus e pullman.

Ecco uno scorcio durante la salita sulla collina:

Viaggiare è come innamorarsi: il mondo si fa nuovo (Jan Myrdal)

Verrete invasi da un’incredibile sensazione di pace e di tranquillità… Vi sentirete a vostro agio anche se non ci siete mai stati.

Una volta arrivati in cima potrete ammirare il Castello di Buda, definito anche Palazzo Reale, e che ospita vari musei. Potrete poi entrare nella Chiesta di San Mattia, uno degli edifici più antichi della città. Quando siamo andati noi era in corso un concerto di artisti locali che ci ha lasciato ammaliati, non volevamo più uscire. Vi consiglio di concludere il vostro giro sulla collina visitando il Bastione dei Pescatori, un belvedere che unisce stile neogotico e romanico e che si affaccia direttamente sul Danubio, da cui la vista appena dopo il tramonto è più o meno questa.

Vista del Parlamento sull’altra riva del Danubio

Siamo tornati, con circa 30 minuti di cammino, in hotel.

Siamo poi usciti a cena alla volta di un’hamburgheria le cui recensioni avevano particolarmente attirato la nostra attenzione. Eravamo molto  curiosi di provarla e non ci ha deluso, molto particolare. Ecco a seguire il link: https://meatologybudapest.hu/

Dopo cena abbiamo passeggiato per il centro alla ricerca di un posticino dove poter bere qualcosa. Come non fermarsi al famoso Simpla Kert (https://szimpla.hu/), il primo Ruin Pub di Budapest in assoluto, per questo anche il più famoso. I ruin pub, diventati ormai un altro simbolo della città, sono pub realizzati all’interno di palazzi e spazi abbandonati. Alcuni gruppi di giovani che avevano inizialmente occupato questi locali per uso personale, decisero poi di riqualificarli con materiali riciclati e stravaganti e dargli nuova vita. Offrono spazi tutti da scoprire e si gode di un’atmosfera allegra, vivace e gioiosa. Non sono solo pub e luoghi di intrattenimento serale, ma ospitano anche tante altre attività ed eventi di qualsiasi genere. Questi spazi rivisitati e ridisegnati sono diventati “luoghi dell’accoglienza”. Tutti qui sono i benvenuti.

Ritornando verso l’hotel abbiamo costeggiato la Sinagoga, il principale luogo di culto ebraico di Budapest. Pensate che è la più grande Sinagoga d’Europa e la seconda al mondo dopo quella di New York.

Il terzo ed ultimo giorno era un po’ più grigio. Nonostante questo Budapest manteneva la sua atmosfera magica. Con il nostro ombrello ci siamo incamminati verso la Basilica di Santo Stefano, a pochi passi dall’hotel. Incredibilmente maestosa, un magnifico esempio di arte neoclassica. Questa Basilica è l’edificio più alto della città, insieme però al Parlamento, e non è casuale. Sta a significare che Religione e Stato hanno lo stesso potere. Nessun edificio che è stato o sarà costruito potrà superare i loro 96 metri di altezza.

Ci siamo poi diretti verso la Biblioteca Ervin Szabò, una biblioteca in stile barocco che credo mi avrebbe lasciato senza fiato… Se solo fossi riuscita ad entrare! Purtroppo quel giorno era aperta solo agli studenti iscritti e con regolare tessera. Ma se riuscite, fateci un passaggio! Sono sicura ne valga la pena…

Uscendo, essendo ancora tarda mattinata ci siamo fermati al Mercato Centrale, il più grande e più antico mercato coperto di Budapest, distante solo 600 metri. Costruito a fine 800 in totale stile Liberty. Anche non dovete acquistare nulla, è comunque piacevole farvi una passeggiata… Non appena usciti, ci siamo fermati per pranzo in un localino appartato con tavoli in legno dove abbiamo sorseggiato una buona birra.

Abbiamo quindi attraversato il Danubio e ci siamo ritrovati alla Chiesa nella Roccia.  E’ una chiesa rupestre ed è costruita nel ventre di una roccia nella collina Gellért ed è ispirata alla Grotta di Lourdes. Dalla Collina Gellért, con la sua Cittadella e un monumento alla libertà, dicono si possa ammirare uno dei panorami più belli di Budapest. Noi, visto il tempo non magnifico, abbiamo deciso di non salire.

Ai piedi della Collina si susseguono le famose Terme, che già da sole attirano molti turisti. Non siamo entrati perché ci eravamo informati su internet e molti (praticamente tutti) quel giorno (perché cambia tutto a seconda dei giorni e degli orari) avevano zone di frequentazione separate per uomini e donne. Devo dire che vedendole da fuori non mi hanno entusiasmato, più che altro perché davano proprio sulla strada trafficata, non il massimo del relax e dell’intimità diciamo. Dicono però che siano particolarmente belle a livello architettonico, in particolare i Bagni Széchenyi, spero di provarle la prossima volta! Siamo poi tornati sull’altra sponda del Danubio passando sul Ponte della Libertà.

Da qui abbiamo poi visitato i Mercatini di Natale presenti in Piazza Vörösmarty, prima di rientrare in hotel. Doccia e poi diretti verso la cena. Abbiamo scelto un bistro molto vicino all’hotel, ecco il link: http://www.zellerbistro.hu/.  Vale la pena cercarlo, vi ritroverete immersi in un finto giardino coperto spettacolare, accompagnati da buona musica dal vivo in sottofondo. Sarete immersi in un’atmosfera assolutamente unica e romantica. Una cena ottimo in un posto meraviglioso, difficilmente la scorderemo!

Il giorno dopo, alzati di buon mattino, abbiamo ripreso il taxi in direzione dell’aeroporto. Durante il tragitto ci scorrevano sotto gli occhi le immagini di quei brevi ma intensi giorni, fatti di cultura, natura, arte, storia, e gastronomia.

La bellezza e l’eleganza che ci ha mostrato, la storia che ci ha raccontato, il cibo con cui ci ha deliziato, l’ecletticità che ci ha fatto scoprire, il romanticismo che ci ha regalato… ed infine, a riassumere tutto, l’accoglienza speciale che ci ha riservato. Una città incredibile che merita di essere vista e vissuta, anche per più di pochi giorni.

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