Weekend da concerto: toccata e fuga a Londra

Due biglietti per un concerto, un hotel e due voli prenotati: il regalo di Natale perfetto. Il tutto programmato per il 4 aprile 2019. Così giovedì sera, appena finito di lavorare, ci siamo diretti all’aeroporto. Tempo non dei migliori, pioggia ed aereo in ritardo di un’ora. Ma ero troppo contenta, niente avrebbe rovinato l’emozione di quel momento. Andare a vedere Eros Ramazzotti a Londra sarebbe stato qualcosa di magnifico.

Arrivati tardi all’aeroporto di Stansted, abbiamo preso il treno (https://www.stanstedexpress.com/it/) che porta direttamente in centro. Arrivati in centro, era tardi e la metro era già chiusa. Così abbiamo prenotato Uber e ci siamo diretti in hotel, situato a South Kensington. Avevamo mangiato qualcosa di veloce in aeroporto e volevamo riposarci un po’, per goderci a pieno la giornata seguente.

La mattina seguente siamo usciti verso le 10,00 e ci siamo diretti in un locale vicino all’hotel per fare colazione. La colazione è praticamente diventata un brunch, con toast, uova e pancake. Finita colazione, ci siamo diretti alla fermata della metropolitana di Gloucester Road ed abbiamo preso la Piccadilly Line (linea blu). Dopo tre fermate siamo scesi a Green Park Station e ci siamo diretti verso Buckingham Palace, tappa fissa e simbolo di questa città. Dopo una breve fermata davanti Buckingham Palace, abbiamo attraversato St. James Park per poi fermarci all’Hard Rock.

Nonostante fosse solo la mia seconda volta a Londra, una cosa la si capisce subito: il meteo è sempre una grande incognita, bisogna essere pronti a pioggia e vento, sempre. Eppure noi siamo stati fortunati, la giornata era bella: c’era il sole con qualche timida nuvola, ma la temperatura era piacevole e il vento non troppo fastidioso. Così, abbiamo proseguito a piedi verso Westminster Abbey. Attraversato il Westminster Bridge, abbiamo continuato la nostra passeggiata lungo le sponde del Tamigi, riempiendoci gli occhi di bellezza. Passando accanto al London Eye, abbiamo poi attraversato il Blackfriars Bridge che ci ha permesso di arrivare direttamente davanti alla maestosa St. Paul Cathedral. Dopo una visita alla cattedrale, abbiamo riattraversato il Tamigi dal ponte Millennium Bridge. Così siamo passati al mercato Borough Market ed abbiamo costeggiato il London Bridge. E’ così chiaro quanto i ponti siano un magnifico simbolo della città ed è ancora più evidente quando si arriva al Tower Bridge.

Verso metà pomeriggio siamo ritornati in hotel, in modo da prepararci con calma per la serata. Il concerto di Eros Ramazzotti era in programma all’Eventim Apollo alle ore 20.00, ed alle 19.00 avrebbero aperto i cancelli. Così verso le 18,30 siamo usciti e, sempre alla fermata di Gloucester Road, abbiamo preso la metro verde (District Line) fino alla fermata Hammersmith, di fronte al teatro. La prima cosa che mi è saltata all’occhio uscendo dalla metro è stata: “Mamma mia quanto è lunga la fila”, e la seconda è stata: “Che file ordinata, nessuno si azzarda a superare o voler fregare!”. Una meraviglia, una coda lunga ma tutti che aspettavano il proprio turno per entrare, in Italia non sarebbe mai stato possibile! 😀

Inutile dire che è stato un bellissimo concerto. Devo ammettere però che l’emozione più forte di quella sera non è stato il solo fatto di sentire cantare Eros Ramazzotti, ma poterlo ascoltare lì, in un teatro di Londra. Ho anche imparato qualcosa sugli inglesi da quella serata. Immaginavo ci sarebbero stati molti italiani, invece no. Nonostante lui abbia cantato praticamente solo in italiano, gli italiani erano pochissimi. Erano quasi tutti inglesi, e quasi sicuramente non conoscevano le sue canzoni, o magari non conoscevano nemmeno lui come artista. Quello che ho capito, anche parlando con qualcuno che era lì, é che gli inglesi non vanno ad ascoltare solo i loro artisti preferiti, perché per loro l’evento è la musica, l’importante è lo spettacolo e l’atmosfera che questo crea. Per loro un concerto, aldilà dell’artista, è un evento a cui partecipare, per stare in compagnia e farsi un’idea del panorama musical del momento. Da questo punto di vista hanno la mente molto aperta. Finito il concerto erano le 23.30 e i ristoranti praticamente tutti chiusi. Abbiamo trovato lì vicino un ristorante dove abbiamo ordinato un buon fish & chips, prima di riprendere la metro per tornare in hotel.

Il giorno dopo avevamo già il volo per tornare a casa, ma la sera tardi, perciò siamo riusciti a scoprire ancora un po’ questa città. Siccome sono appassionata di libri e film, come non andare in alcuni posti famosi che tutti conoscerete sicuramente? La mattina seguente abbiamo quindi preso la metro Piccadilly Line dalla solita fermata Gloucester Road e siamo scesi alla fermata King’s Cross. Volevamo andare agli Harry Potter Studios, ma avevamo poco tempo, così ci siamo dovuti accontentare del celebre Binario 9 e 3/4

Una volta fatta la celebre foto, ci siamo diretti alla metro ed abbiamo preso la linea gialla (Circle Line) scendendo a Baker Street Station. Qui si trova la casa di Sherlock Holmes, 221B Baker Street resa nota dai romanzi che hanno come protagonista il celebre personaggio creato dalla penna di Agata Christie e dai film con Robert Downey Jr.

Abbiamo passeggiato ancora un po’ per le strade di Londra, costeggiando Hyde Park, fino ad arrivare a Piccadilly Circus, uno dei luoghi più affollati della città. Dopo aver girato tra negozi e locali ed aver comprato qualcosa da portare a casa, siamo rientrati in hotel a prendere i bagagli e ci siamo diretti verso l’aeroporto.

Inutile dire che questi due giorni sono stati un piccolo assaggio di una città in cui respiri storia ad ogni angolo. Tra luoghi di film, edifici storici, le iconiche cabine telefoniche rosse e taxi che hanno mantenuto il loro aspetto originale, sembra di essere in un’altra epoca.

Come mi piace fare ovunque vado, sono riuscita a vedere Londra non da classico turista, ma ho potuto in parte immergermi nell’atmosfera del posto, passeggiare per strada, tra i mercati della città, partecipare ad un evento musicale e fare pranzi e cene tipiche dei locali. C’è ancora tantissimo che voglio scoprire di questa meravigliosa capitale e non vedo l’ora di tornarci.

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